- by Jessica C.
- Marzo 18, 2026
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Ci sono weekend che hanno la consistenza dei sogni e il colore caldo dell’oro, che curano l’anima. Il mio weekend di marzo a Ravenna è stato esattamente così: un esercizio di meraviglia condiviso con le persone che per me sono famiglia.
Di questi due giorni ricorderò soprattutto la gioia della partenza, le chiacchiere che rimbalzano tra i vicoli e quella strana magia delle chiese ravennati: viste da fuori sembrano sobrie, quasi dimesse, fatte di mattoni umili. Ma una volta varcata la soglia, si viene travolti da un caleidoscopio di colori che toglie il fiato.
RAVENNA | GUIDA AI MONUMENTI IMPERDIBILI E CONSIGLI UTILI
Per capire Ravenna bisogna immaginare un tempo in cui Roma vacillava e il baricentro del mondo si spostava verso Oriente. Nel V secolo, Ravenna divenne Capitale dell’Impero Romano d’Occidente, poi del Regno di Teodorico e infine sede degli Esarchi bizantini. È questa stratificazione storica — romana, gota e bizantina — ad averci regalato una concentrazione di mosaici unica al mondo.
L’arte bizantina non cercava il realismo, ma il sacro: l’uso del fondo oro serviva a “staccare” le figure dalla terra per proiettarle in una dimensione divina e senza tempo. Le tessere non sono mai piatte, ma inclinate con angolazioni diverse per riflettere la luce in modo dinamico, creando quell’effetto vibrante che sembra quasi far muovere le figure.
I monumenti Unesco di Ravenna: cosa non potete assolutamente perdere
- BASILICA DI SAN VITALE: è il capolavoro assoluto dell’arte giustinianea. L’architettura a pianta ottagonale sembra sfidare la gravità. Qui i celebri pannelli di Giustiniano e Teodora vi guardano con occhi enormi, testimoni di un potere che si faceva sacro. L’abbraccio di verde e oro delle decorazioni è semplicemente perfetto.
- SANT’APOLLINARE NUOVO: costruita da Teodorico, in questa chiesa si trova un “corteo” di Vergini e Martiri che brilla di una luce dorata ipnotica.
- BATTISTERO NEONIANO: alzare lo sguardo qui significa trovarsi sotto un cielo capovolto: la scena del Battesimo di Cristo nel medaglione centrale è circondata da una ricchezza di dettagli vegetali e architettonici incredibile.
- BASILICA DI SAN FRANCESCO: forse l’incanto più inaspettato. Sotto l’altare maggiore, una finestra permette di vedere la cripta sommersa. L’acqua che ha invaso il pavimento crea un acquario naturale dove i pesci nuotano sopra mosaici del V secolo. Un’immagine surreale e bellissima.
- SANT’APOLLINARE IN CLASSE: situata a pochi chilometri dal centro, è maestosa. Il catino absidale ospita un Sant’Apollinare immerso in un prato verde smeraldo, tra pecore e simboli celesti.
- MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA: il mio posto del cuore. All’interno, la luce filtra attraverso lastre di alabastro, illuminando una notte eterna di stelle dorate su un fondo blu indaco.
Si dice che il celebre compositore americano Cole Porter, visitando il Mausoleo negli anni ’20, rimase così folgorato dal blu profondo della cupola stellata da trarne ispirazione per scrivere la sua famosissima “Night and Day”. Una canzone diventata leggenda grazie a Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald, nata proprio sotto questo cielo di mosaico
Info utili per un weekend a Ravenna
Biglietti di ingresso: c’è la possibilità di acquistare un Biglietto combinato: costa circa 12,50 € e include San Vitale, Galla Placidia, Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero Neoniano. È valido per 7 giorni consecutivi, ma ogni monumento può essere visitato una sola volta. Qui potete consultare orari di apertura e prezzi e potete anche acquistare i biglietti on line se preferite.
Dove dormire: a Ravenna ci sono moltissimi B&B molto carini sparsi per le vie del centro storico. Noi abbiamo scelto il B&B San Domenico, in posizione strategica per godersi la città a piedi. E’ molto bello, con camere di design arredate con gusto. La colazione è ottima e molto ricca. Super consigliato!
Dove parcheggiare: Se arrivate in auto, attenzione che il centro storico di Ravenna è ZTL. Noi abbiamo lasciato la nostra auto al comodissimo Garage Navoni (convenzionato con il B&B San Domenico, 15,00 €/gg).
Dove mangiare a Ravenna: dal mercato coperto alla spiaggia di Punta Marina
Prima di cena, una tappa obbligatoria è il Mercato Coperto. Questo spazio è un gioiello di architettura tardo-neoclassica, recuperato con un restauro magistrale che ha saputo unire le imponenti strutture in ferro e vetro degli anni ’20 a un design contemporaneo ed elegante.
Sedetevi ai tavolini tra le grandi arcate, con un calice di Sangiovese o un cocktail preparato ad arte, e immergetevi in un’atmosfera felice che ha il sapore delle tradizioni locali.
Per la cena, tappa obbligatoria a La Cucina del Condominio. Qui la specialità è la pasta ripiena fatta a mano. I loro cappelletti raccontano la Romagna vera, quella dei pranzi della domenica e dell’accoglienza sincera. Abbiamo mangiato benissimo, circondati da un calore che per me sa di casa. Ricordatevi di prenotare, potete farlo anche on line da qui
Il secondo giorno, la voglia di mare ci ha portati nella vicina Punta Marina. In soli venti minuti siamo passati dall’arcobaleno dei mosaici all’azzurro dell’Adriatico. Dopo una passeggiata sulla sua immensa spiaggia, con il mare calmo da un lato e la grande pineta dall’altro, ci siamo fermati a pranzo al ristorante Cristallo: condividere un ottimo spaghetto allo scoglio è stata la degna conclusione di un weekend perfetto.
IL MIO MOSAICO DI RADICI, DA PARMA A RAVENNA
Ravenna insegna che la bellezza va cercata all’interno delle cose, che i tesori più preziosi spesso sono nascosti dietro pareti di semplice mattone. Me ne vado con gli occhi pieni d’oro e il cuore leggero, ma anche con una punta di orgoglio.
Se avete letto la mia presentazione (la trovate qui) infatti, saprete che sono nata e vivo a Parma, e che l’Emilia-Romagna è la mia terra. Ogni volta che ne esploro un nuovo angolo, mi rendo conto di quanto sia viscerale il legame che ho con lei. La amo profondamente (e spesso inconsapevolmente, n.d.r.) e per me riscoprire i suoi grandi tesori oppure andare in cerca di dettagli meno noti non è solo un viaggio, è un vero e proprio esercizio di meraviglia che mi riempie di fierezza.
Dalle cupole del Correggio ai mosaici bizantini, dalla nebbia che avvolge la Bassa al riverbero del sole sull’Adriatico, la mia regione è un mosaico infinito di storie, sapori e accoglienza. Ogni borgo visitato e ogni orizzonte scoperto mi confermano quanto sono fortunata a vivere in una terra così generosa e sorprendente. Esplorare l’Emilia-Romagna, pezzo dopo pezzo, è il mio modo di onorare “casa” e di ricordarmi che la bellezza più autentica, quella che resta sotto la pelle, parla spesso proprio la nostra lingua.
A Ravenna ho capito che il colore non è un rivestimento, ma l'anima stessa delle cose
— Vasilij Kandinskij (Sull'emozione del colore) Il padre dell'astrattismo rimase folgorato dai mosaici di Ravenna. Fu proprio qui che capì che il colore poteva esistere indipendentemente dal disegno
ISPIRAZIONI DI VIAGGIO
- Musica: Night and Day (Cole Porter) | E' nata proprio sotto il cielo stellato di Galla Placidia. Ascoltandola con attenzione sentirete quel "battito" ritmico che Porter ha tradotto dal mosaico alla musica
- Libro: Teodora. La figlia del circo (Mariangela Galatea Vaglio) | Racconta l'ascesa incredibile di Teodora, da umile attrice a Imperatrice di Bisanzio. È il compagno perfetto per dare un volto e un'anima umana a quelle tessere fisse nel tempo.
- Colore: Blu Indaco (con riflessi oro) | Non è un blu qualsiasi, è il blu del Mausoleo di Galla Placidia. Quel tono profondo, quasi notturno, che però non è mai cupo perché punteggiato dal giallo zafferano e dall'oro delle stelle. È il colore della "bellezza interiore": sobrio fuori, infinito dentro.
- Sapore: Il Cappelletto al Ragù | A differenza di quello emiliano, a Ravenna il cappelletto è tradizionalmente ripieno di formaggio, senza carne all'interno. È il sapore dell'accoglienza romagnola: ricco, avvolgente e autentico.