FUERTEVENTURA, mini-guida per innamorarsi dell’isola del vento

strada dune corralejo

C’è un momento preciso, quando atterro in un posto nuovo, in cui la mente oppone resistenza. Succede quasi sempre al buio, tra le pareti di un appartamento che non riconosco e un letto che mi sembra troppo scomodo rispetto a quello di casa. È la mia parte abitudinaria che urla, che cerca il comfort e teme il cambiamento.

Eppure, è proprio lì, in quella piccola crepa di disagio, che inizia il viaggio. Perché viaggiare non è solo collezionare tramonti, ma rieducarsi alla scoperta, accettare la fatica di  svegliarsi presto anche se “siamo in vacanza” e lasciarsi stupire da ciò che non avevamo previsto. Fuerteventura mi ha accolta così: con il buio di Costa Calma e la promessa di un’alba felice.

In questo articolo trovate il mio breve itinerario di 4 giorni a Fuerteventura, sicuramente non esaustivo, ma di certo sufficiente a farvi innamorare di quest’isola.

MIRADOR DE LA MUDA
FUERTEVENTURA | MIRADOR DE LA MUDA

COSA VEDERE A FUERTEVENTURA: ITINERARIO DI 4 GIORNI TRA DESERTO, VULCANI E OCEANO

Fuerteventura mappa punti interesseGiorno 1 | Il Sud: Penisola de Jandia, Pozo Negro

Playa de Sotavento vista dall’alto sembra un miraggio: un’immensa distesa di sabbia che gioca a nascondino con l’oceano.

Spostandosi un po’ più a nord si arriva a Pozo Negro. Immaginate una colata lavica che si ferma ad un soffio dal mare, un villaggio di casette bianche con gli infissi blu e verdi che sembrano dipinti, e un silenzio magico, interrotto solo dal rotolare dei sassi sulla spiaggia nera. Pranzare qui, con i piedi quasi in acqua, gustando papas arrugadas e gamberi all’aglio, è stato il mio primo vero “benvenuta” alle Canarie (o “bentornata,  se vogliamo essere corretti -n.d.r.).

Nel pomeriggio abbiamo visitato l’ Oasis Wildlife Fuerteventura (situato a La Lajita, a pochissimi minuti da Costa Calma), un grande parco che unisce un giardino botanico (è un vero e proprio polmone verde, con oltre 3.000 specie tra cactus e palme) e una riserva animale. Nonostante il mio cuore batta sempre per gli animali in libertà, incrociare lo sguardo dolce di una giraffa a pochi centimetri da me e camminare tra cactus scultorei è stata un’esperienza molto bella.

Nota personale: Sulla questione del rispetto degli animali, che a me sta sempre molto a cuore, sottolineo che l’Oasis Wildlife non è uno zoo, ma un centro di salvataggio e recupero. Molti degli esemplari presenti provengono dal commercio illegale, da sequestri per maltrattamenti o sono ex animali domestici abbandonati che non potrebbero sopravvivere in natura.

SPIAGGIA NERA AJUYGiorno 2 | Il Centro-Nord: Ajuy, Betancuria, Tiscamanita

Ajuy mi ha tolto il fiato. Le sue scogliere immense sono solcate da un sentiero che domina l’oceano; sotto, la spiaggia nera è una tela sulla quale la schiuma delle onde disegna ricami sempre diversi, ipnotica da osservare.

Ajuy è famosa anche e soprattutto per l’area naturale protetta delle sue grotte. Sono le formazioni più antiche di tutto l’arcipelago. Parliamo di sedimenti oceanici e fossili che risalgono a circa 100 milioni di anni fa. È uno dei pochi posti al mondo dove si può toccare con mano la crosta oceanica che si è formata negli abissi prima ancora che le isole emergessero dal mare.

Il sentiero parte dal pittoresco villaggio di pescatori di Ajuy. Si tratta di una camminata di circa 1,5 km (tra andata e ritorno) che costeggia la scogliera. E’ ben tracciato. Da un lato avrete dune fossili spettacolari, dall’altro il ruggito delle onde che si infrangono sulla pietra scura. Alla fine del percorso, una scalinata scavata nella roccia vi porterà dritti nelle “fauci” delle grotte giganti. Entrare lì, con l’eco del mare e le pareti di basalto che vi sovrastano, vi farà sentire piccolissimi.

 

 

CONSIGLI UTILI PER VISITARE LE GROTTE DI AJUY

  1. Scarpe chiuse: per favore, lasciate le infradito in auto! Anche se il sentiero è turistico, il terreno è roccioso e irregolare. Un paio di sneaker con un buon grip vi faranno comodo.
  2. Attenti al vento: la costa ovest è molto più selvaggia e ventilata di quella est. Se avete i capelli lunghi, portate un elastico e, se andate al tramonto, una felpa leggera.
  3. Sicurezza: è vietatissimo (e pericoloso!) fare il bagno dentro o vicino alle grotte. La corrente qui è fortissima e non perdona. Godetevi lo spettacolo a distanza di sicurezza.

Dopo la camminata, fermatevi in uno dei ristorantini del pueblo. Il pesce fresco mangiato guardando le onde oceaniche che si alzano e si infrangono potenti sulla riva  è un’esperienza che vale il viaggio.

Poco lontano, Betancuria, antica capitale dell’Isola, è l’icona perfetta del borgo canario: pietre vulcaniche, palme rigogliose e una luce che riverbera sulle pareti bianche della chiesa. Me ne innamoro completamente, e so già che vorrò rivederla prima o poi.

COSE DA NON PERDERE A BETANCURIA:

  1. La Chiesa di Santa María: È il gioiello del centro. Bianca, elegante, con un mix di stili che va dal gotico al barocco. Il soffitto in legno in stile mudejar vi lascerà a bocca aperta.
  2. Le stradine acciottolate: camminare per Betancuria è un esercizio di relax. Case bianche con balconi in legno, fiori coloratissimi (un miracolo in un’isola così arida) e piccoli cortili nascosti.
  3. Il Museo Archeologico: Se volete capire come vivevano i Majos (gli antichi abitanti dell’isola prima della conquista), questo è il posto giusto.

I MIRADORES

Prima di arrivare in paese o appena andati via, dovete assolutamente fermarvi ai belvedere (“miradores”) che sovrastano la valle, in particolare vi consiglio questi due:

  1. Mirador de Guise y Ayose: troverete due statue di bronzo giganti (alte circa 4 metri) che rappresentano gli antichi re dell’isola. La vista sulla valle di Betancuria da qui è leggendaria.
  2. Mirador de Las Peñitas: perfetto per vedere il paesaggio “lunare” di Fuerteventura che sfuma verso l’infinito. Qui troverete anche molti piccoli scoiattoli che vi scruteranno con curiosità. Corrono veloci tra le rocce e si avvicinano senza timore in cerca di cibo.

Infine, passate da Tiscamanita, un minuscolo borgo agricolo che sembra essersi fermato ad un secolo fa, ed entrate al Centro de Interpretación de los Molinos. Non è il solito museo con le teche di vetro. È un’immersione totale nella vita dei contadini majoreros. Il complesso si sviluppa attorno a una splendida casa padronale tradizionale e, ovviamente, al suo protagonista: il mulino, che è ovviamente bianco, bellissimo e iconico. La casa del museo è uno degli esempi meglio conservati di architettura canaria. Guardate i soffitti e i cortili interni: sono set fotografici naturali pazzeschi.

COSE CHE POTRETE IMPARARE AL CENTRO DE INTERPRETATION DE LOS MOLINOS

  • Molino vs Molina: la differenza è fondamentale. Il Molino è la struttura maschile, robusta, a torre circolare (stile Don Chisciotte). La Molina, invece, è un’invenzione canaria più “moderna”: una struttura quadrangolare più semplice dove il macchinario è tutto su un piano.
  • La vita rurale: all’interno della casa ci sono esposizioni che spiegano come si coltivavano i cereali in un’isola dove piove pochissimo
  • Cos’è il Gofio: qui scoprirete che si tratta della farina tostata locale tipica delle Isole Canarie.  Al termine della visita potrete assaggiare un dolcetto fatto con questa farina che sa di caramello e tradizioni antiche, dalla consistenza simile a una cheescake. 

Tornando verso il nostro appartamento a Costa Calma, ci fermiamo a prendere un aperitivo allo Snack Bar Palmita. È proprio su Playa Esmeralda, carinissimo, con pochi tavolini vista mare, ed è il luogo perfetto per concludere questa bella giornata.

EL COTILLOGIORNO 3 | Il Nord: Dune di Corralejo, El Cotillo, Aguas verdes

Percorrere la Strada delle Dune (FV-1)  risalendo dal sud verso Corralejo è come entrare in un quadro.

Immaginate una striscia di asfalto nero che taglia a metà un deserto di sabbia bianchissima. Da un lato le dune dorate che sembrano onde di seta, dall’altro l’azzurro dell’Atlantico. Guidare qui è surreale. La sabbia spesso invade la carreggiata, mossa dal vento, creando un effetto magico.

Lungo la strada troverete diversi spiazzi dove parcheggiare (attenzione: mai parcheggiare fuori dalle aree segnalate, la sabbia è mobile e potreste insabbiarvi o prendere una multa!). Fermatevi, scalate una duna e godetevi il silenzio interrotto solo dal vento.

Le spiagge del Parco Naturale delle Dune di Corralejo si estendono per circa 10 chilometri e sono tra le più spettacolari delle Isole Canarie.

Le spiagge cambiano nome a seconda del tratto, ecco le principali partendo da nord verso sud:

  • Grandes Playas (zona Nord): sono le più famose e frequentate, situate vicino ai grandi complessi alberghieri. Ampie distese di sabbia con acque generalmente calme e cristalline. Qui si trovano i principali servizi come noleggio lettini, ombrelloni, bagnini e alcuni bar/ristoranti. Ideali per famiglie e chi cerca comodità.
  • Playa del Pozo e Flag Beach: spostandosi leggermente a sud degli hotel, l’ambiente diventa più selvaggio. Si trovano spiagge molto amate dagli appassionati di sport acquatici. Flag Beach è il punto di riferimento per il kitesurf, il windsurf e il surf grazie ai venti costanti. In questa zona è comune trovare i “corralitos“, piccoli muretti circolari in pietra vulcanica costruiti dai bagnanti per ripararsi dal vento.
  • Playa del Bajo Negro : è una spiaggia molto turistica e sicura. Acque  tranquille e basse, perfette per i bambini. È ben attrezzata con tutti i comfort.
  • Playa del Moro e Playa Alzada: queste spiagge si trovano nella parte più meridionale del parco, dove le dune sono più alte e spettacolari. Playa del Moro è una spiaggia di dimensioni medie, con sabbia finissima e una vista incredibile sul vulcano Montaña Roja. È un ottimo spot per i surfisti principianti. Playa Alzada, situata all’estremità sud, è più selvaggia e meno affollata, ideale per chi cerca pace totale immerso nella natura incontaminata.

Corralejo, al nord di Fuerteventura, è una cittadina che è riuscita a trasformarsi da piccolo villaggio di pescatori in una località turistica vibrante, senza però perdere del tutto la sua anima “slow” e un po’ bohémien. La zona del porto – Casco Viejo (città vecchia) – è la più autentica. Qui ci sono caffè all’aperto, musica dal vivo e ristoranti di pesce dove si mangia con i piedi (quasi) sulla sabbia. Il lungomare di Corralejo offre una bellissima passeggiata pedonale che costeggia il mare, perfetta per un aperitivo al tramonto guardando Lanzarote e l’isola di Lobos.

RAGGIUNGERE LOBOS E LANZAROTE DAL PORTO DI CORRALEJO

ISLA DE LOBOS: a soli 15 minuti di traghetto (o taxi-boat), si trova questo isolotto vulcanico disabitato. È una riserva naturale con un’acqua così trasparente da sembrare una piscina (la famosa zona “El Puertito”)

Costi: Circa 17 € – 20 € per il biglietto A/R.

Attenzione: per visitarla serve un permesso gratuito che si richiede online, poiché l’accesso è contingentato. Molte compagnie di navigazione lo includono già nel prezzo del biglietto se prenotate online.

Per il permesso fai da te: visitare il sito Lobos Pass 

LANZAROTE: in circa 30 minuti puoi raggiungere Playa Blanca (Lanzarote), rendendo possibile una gita di un giorno in un’altra isola.

  • Compagnie: Fred Olsen (veloce), Naviera Armas (grande, porta auto), Lineas Romero (spesso la più economica).
  • Costi: Circa 17€ – 20€ per sola andata a persona. Se portate l’auto, il prezzo sale a circa 50€ (A/R per 2 persone + auto).

Siti utili per entrambe le destinazioni: Fredolsen, Naviera Armas, Lineas Romero 

Infine, spingendosi a ovest verso El Cotillo ed il Faro del Tostón, si avverte tutta la potenza di Fuerteventura . Siamo nel punto più a nord-ovest di Fuerteventura, dove l’isola finisce e inizia l’infinito. E’ il posto ideale per godersi il tramonto. Il sole cade dritto nell’oceano proprio davanti al faro. Portate una birra locale e godetevi lo spettacolo seduti sulle rocce vulcaniche.

Attenti alla strada: La strada che da El Cotillo porta al Faro del Tostón  è in parte sterrata, ma fattibile con qualsiasi auto. Andate piano e godetevi il paesaggio!

Prima di cena vi consiglio di fare una sosta a Aguas Verdes, un piccolo tesoro nascosto. La vera attrazione di Aguas Verdes (situata sulla costa occidentale, vicino a Playa de Santa Inés) è il suo sistema di piscine naturali. Per circa 6 chilometri, la roccia vulcanica scura ha creato delle conche che si riempiono d’acqua cristallina con l’alta marea.

Mentre l’Oceano Atlantico si infrange con violenza contro le scogliere esterne, all’interno delle piscine l’acqua rimane calma, calda e di un verde smeraldo intenso. Il contrasto cromatico è mozzafiato: il nero profondo della pietra lavica, il verde dell’acqua e l’azzurro del cielo. È un luogo che invita alla contemplazione e alla fotografia, mentre l’oceano “fa l’oceano”, cantando con una forza ipnotica.

AGUAS VERDES – RACCOMANDAZIONI 

  1. E’ fondamentale andarci con la bassa marea. Con l’alta marea, le onde superano le barriere rocciose e le piscine diventano pericolose o scompaiono del tutto.
  2. La roccia vulcanica è tagliente e scivolosa; un paio di scarpe da scoglio o scarpe da ginnastica con un buon grip sono essenziali.
  3. Non ci sono bar, bagni o bagnini. Portate con voi acqua, protezione solare e tutto il necessario.
  4. E’ una zona protetta e incontaminata. Portate via i vostri rifiuti e rispettate il silenzio del luogo.

Ultima deviazione prima di tornare a casa: il Mirador de la Muda. Situato nel nord dell’isola, vicino al villaggio di La Matilla, questo punto panoramico non è solo una “bella vista”, ma un luogo carico di storia e spiritualità. Dalla cima del massiccio di La Muda (alto circa 600 metri), lo sguardo spazia su gran parte del nord di Fuerteventura. Nelle giornate limpide potete vedere chiaramente le dune di Corralejo, l’isola di Lobos e persino il profilo di Lanzarote, mentre ai vostri piedi si stende la pianura di La Oliva e il paesaggio arido e ondulato che caratterizza il cuore dell’isola.

SURFISTA A LA PAREDGIORNO 4 | Playa de Sotavento, La Pared

Benvenuti nel paradiso del vento, delle maree e dell’azzurro accecante: Playa de Sotavento è un vero e proprio manifesto di libertà. Se cercate quella spiaggia infinita che vedete sempre nelle cartoline o nei video dei droni, è questa. Non è solo una spiaggia: è uno spettacolo della natura che cambia ogni singola ora.

L’Effetto Laguna: la magia delle maree

Sotavento è famosa nel mondo per un fenomeno unico: la sua laguna naturale.

A seconda della marea, l’oceano scavalca la barriera di sabbia e crea uno specchio d’acqua calmo, turchese e caldissimo, separato dal mare aperto da una lingua di sabbia bianca lunga chilometri.

Potete camminare per ore con l’acqua alle caviglie in un paesaggio che sembra uscito da un sogno maldiviano.

Vedere la laguna riempirsi e svuotarsi è ipnotico. In un momento siete nel mezzo di un deserto di sabbia, poche ore dopo siete circondati da isolotti e canali azzurri.

Sotavento è quel posto dove ti senti davvero piccolo davanti all’immensità dell’oceano e del cielo. È il luogo perfetto per staccare la spina e farsi spettinare un po’ dall’Aliseo

Non potevo lasciare Fuerteventura senza fare un bagno nella laguna. Camminare tra le spiagge del sud, con l’acqua cristallina che ti solletica le caviglie e i vulcani a farti da guardia sulla destra, è pura meditazione in movimento. L’acqua è fresca, ma il sole picchia con una tale benevolenza che asciugarsi è un attimo.

INFO UTILI PER IL VOSTRO BEACH DAY

Con circa 9 km di sabbia dorata è impossibile non trovare posto! Il vento può essere anche molto forte. I servizi sono pochi e concentrati vicino ai centri di surf, quindi portate acqua e cibo. L’accesso in auto è facile, ci sono ampi parcheggi sterrati lungo la costa

La Pared, situata sulla costa ovest, all’inizio della penisola di Jandía, è un posto per spiriti liberi, pieno di surfisti che cavalcano onde altissime sotto scogliere scoscese. Un luogo che vibra di un’aria vagamente hippie e che meriterebbe più tempo, solo per restare a guardare la forza incontenibile della natura.

Qui l’oceano non scherza: le onde sono potenti, costanti e si infrangono su una spiaggia di sabbia scura circondata da alte scogliere dorate.

La Pared è famosa per quell’aria da “confine del mondo”, e se c’è un posto dove devi farti trovare allo scoccare del tramonto, è qui. Dalla scogliera sopra Playa del Viejo Rey, il sole si tuffa direttamente nell’oceano, tingendo le rocce di un arancione quasi irreale. È come un rito collettivo: turisti e locali si siedono sulle rocce, spesso in silenzio, per godersi lo spettacolo.

Curiosità: Il nome del villaggio non è casuale. La Pared significa letteralmente “il muro”. Si narra che qui esistesse un muro di pietra che divideva l’isola in due regni aborigeni prima della conquista spagnola: Maxorata a nord e Jandía a sud.

A differenza della vicina Costa Calma (che si trova a soli 10 minuti d’auto ma sulla costa opposta), La Pared è costantemente battuta dal vento e dalle onde. È incredibile come in pochissimi chilometri il paesaggio passi dal turchese piatto e rassicurante del sud al blu profondo e tempestoso dell’ovest.

Ceniamo a Costa Calma. Il ristorante  è molto carino, non posso essere altrettanto positiva sulla paella che ci servono: si mangia, ma non è niente di speciale. Molto riso, poco pesce. Non vi scrivo il nome perché non ve lo consiglio, ma se lo volete sapere per evitarlo sarò felice di dirvelo in privato.

BETANCURIA
AYUJ PUEBLO
PLAYA DE SOTAVENTO
BETANCURIA | AJUY | PLAYA DE SOTAVENTO

FUERTEVENTURA, IL PARADISO APPENA DIETRO L’ANGOLO

Mentre l’aereo stacca le ruote dalla pista e il rosa dell’alba disegna i profili della costa, non posso fare a meno di pensare a quanto io sia fortunata. Spesso cerco la bellezza in voli intercontinentali infiniti, dimenticandomi che a poche ore da casa esistono le Isole Canarie, un arcipelago che è un inno alla natura, al sole, alla luce.

Le Canarie per me sono un porto sicuro dell’anima. Un luogo dove l’inverno non arriva mai per davvero e dove la natura ti sbatte in faccia la sua potenza senza filtri ogni giorno e ad ogni scorcio. Fuerteventura, con il suo deserto che bacia il mare e le sue scogliere che cantano, mi ha ricordato ancora una volta perché sono così perdutamente innamorata di queste isole.

Se volete leggere anche della altre isole Canarie, trovate i miei racconti qui:

TENERIFE, dove il sole resta acceso: itinerario di una settimana per fuggire dall’inverno

LA GOMERA La piccola delle isole Canarie: una montagna verde smeraldo circondata dall’oceano

LA GRACIOSA L’ottava isola delle Canarie

LANZAROTE Abbracci tra elementi, fusione di colori, architettura, César Manrique

Basta un volo di quattro ore per ritrovarsi in un paradiso nudo, spettinato dal vento e tremendamente autentico. Fuerte, questo non è un addio. È, come sempre, un romantico arrivederci.

POZO NEGRO

Questa isola è una rocca di luce, un altare nudo dove il vento celebra la sua messa eterna

ISPIRAZIONI DI VIAGGIO

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