- by Jessica C.
- Luglio 22, 2026
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ToggleSAO MIGUEL, UN FRAMMENO DI ROCCIA IN MEZZO ALL’OCEANO ATLANTICO
L’ultimo giorno a São Miguel, durante il breve tragitto in macchina verso l’aeroporto, mi sono leccata le labbra e ho sorriso, accorgendomi che erano salate. Il vento della spiaggia nera di Santa Barbara aveva portato da me qualche goccia di mare, come se l’isola avesse voluto salutarmi a modo suo, lasciandomi un ultimo bacio d’oceano. E lì, in quel preciso istante, ho capito che questo luogo avrebbe occupato per sempre un posto speciale nel mio cuore.
Le isole Azzorre, frammenti di terra vulcanica scagliati nel cuore dell’Atlantico, sono così: imprevedibili, selvagge, capaci di resettare il tuo sistema nervoso e ricordarti quanto la natura sia un’artista senza pari. Avevo questo viaggio nel cassetto da anni, e sono partita in una giornata afosa di fine giugno, stringendo tra le mani una guida piena di appunti e sogni. Ecco il racconto dei miei giorni a São Miguel. Un viaggio fatto di attese, di stupore e di quella meravigliosa, stanchissima felicità che solo la scoperta sa regalare.
DIARIO DI UNA SETTIMANA SULL’ISOLA DI SAO MIGUEL
Giorno 1: Lo spazio sospeso dell’attesa – Lisbona e i suoi Azulejos
Per le Isole Azzorre non ci sono voli diretti dall’Italia, almeno ad oggi. Tocca fare uno scalo – più o meno lungo – prima di raggiungerle. Il mio viaggio verso l’Oceano inizia quindi in uno spazio sospeso, quella terra di mezzo che sono gli scali aeroportuali. A Lisbona il sole ci accoglie con 25 gradi gentili, un sollievo rispetto alla morsa dell’estate di casa. Ma non serve andare lontano per trovare la bellezza: basta camminare avanti e indietro lungo la via dell’hotel che abbiamo scelto per stanotte per rimanere incantati dai muri piastrellati di questa città, sempre diversi. Gli azulejos, le celebri maioliche portoghesi, mettono gioia al solo sguardo.
Questa tradizione artistica trasforma le facciate dei palazzi in tele geometriche. Mi fermo ad osservare un frammento di maioliche verdi che circondano un portone di legno intagliato e rifletto su come, a volte, chi vive immerso in questa bellezza finisca per darla per scontata. Ma per chi è di passaggio, è il primo vero segno del viaggio. Il tempo di fare colazione con un pastel de nata – il fragrante tortino di sfoglia e crema nato nel quartiere di Belém e del quale sono letteralmente dipendente – e l’ala azzurra dell’aereo di Sata Airlines è già pronta a fendere le nubi verso quel puntino in mezzo all’Atlantico.
Giorno 2: L’abbraccio primordiale di Caldeira Velha
Atterrare a São Miguel significa dover fare i conti con i capricci dell’isola. L’arcipelago delle Azzorre sorge nel punto d’incontro di tre placche tettoniche: questa instabilità originaria ha modellato un paesaggio fatto di caldeiras (crateri collassati) e sorgenti calde. Lungo la strada che da Ponta Delgada ci porta a Caldeira Velha, la vegetazione esplode in una giungla tropicale e rigogliosissima, dove le mucche pascolano serene a bordo strada tra felci giganti e una quantità esagerata di ortensie spontanee, che formano incantevoli cespugli blu e lilla.
Questa flora così ricca in realtà è cosmopolita: molti semi sono stati portati nei secoli dagli uccelli migratori che usano le isole come rifugio oceanico. Trovando un suolo vulcanico fertile e un clima umido, hanno proliferato, creando un paradiso.
Il sito di Caldeira Velha è il benvenuto perfetto dopo ore di volo (ricordatevi di prenotare in anticipo, gli ingressi sono contingentati! n.d.r.). Immaginate di camminare su un sentiero di terra battuta rossa circondati da una foresta che ricorda Jurassic Park, fino a incontrare piccole pozze scavate nella pietra lavica. L’acqua ferrosa e calda a 38 gradi fuma in superficie, un po’ più in alto una cascata scenografica si tuffa tra le rocce. Immergersi lì dentro, mentre poco distante l’acqua di una pozza recintata bolle per l’attività geotermica, è un vero piacere. Il corpo si rilassa, la mente – finalmente – entra in modalità “vacanza”.
Giorno 3: Le scogliere del Nordeste e l’unica piantagione di tè d’Europa
Ci sono giornate in viaggio così piene di meraviglia da far luccicare gli occhi di gioia. La costa nord e la regione del Nordeste sono un susseguirsi di quadri viventi. Ecco i miei preferiti:
- Ribeira dos Caldeiros: un parco che sembra un paesino degli Hobbit, dove un fiumiciattolo scorre tra cascate, mulini ad acqua, ortensie e fiori tropicali dai nomi sconosciuti.
- Il Farol do Arnel: dopo aver attraversato il borgo di Nordeste – con la sua chiesa bianca e le casette dagli infissi verdi che ricordano un po’ l’architettura delle mie amate isole Canarie – si scende a piedi lungo una strada ripidissima e tortuosa. Attenzione: avventurarsi in auto è fortemente sconsigliato! La pendenza sfiora il 35% e, oltre al rischio reale di surriscaldare o bruciare i freni in discesa, la risalita può trasformarsi in un vero incubo per il motore. Arrivare ai piedi del faro, arroccato sulla scogliera nera mentre l’aria fresca soffia costante, mi fa invidiare un po’ gli abitanti di quelle casette vista mare che incontriamo lungo la discesa.
- Miradouro da Ponta do Sossego: un cancello in ferro battuto rosso apre le porte a un parco curatissimo, trionfante di fiori. Attraversandolo si arriva a torrette di avvistamento da cui il panorama è incantevole: l’oceano infinito e la scogliera verde che ci si tuffa dentro. Uno dei regali più belli di Madre Natura.
- Chá Gorreana: un luogo unico, la più antica (e unica) piantagione di tè in Europa, attiva dal 1883. Il clima oceanico e il terreno acido permettono alla pianta di tè di crescere rigogliosa. Sebbene la fabbrica storica, con i suoi macchinari ottocenteschi, si visiti liberamente, la parte più affascinante è perdersi a piedi tra le linee geometriche della piantagione che degradano dolcemente verso il blu del mare.
Per la sera: Se cercate un angolo accogliente a Ponta Delgada, Ta Gente è un piccolo locale di tapas saporitissime che vi consiglio!
Giorno 4: Le “lacrime” di Sete Cidades e la dolcezza dell’ananas
Se c’è un luogo che incarna la fomo del viaggiatore e insieme la sua massima gratificazione, quello è certamente la caldera di Sete Cidades. Dal Miradouro da Vista do Rei il panorama si apre su due lagune gemelle che riempiono un cratere vulcanico, alimentate solo dall’acqua piovana. Una blu e una azzurra.
La leggenda narra che i colori siano nati dalle lacrime di un amore impossibile tra una principessa dagli occhi azzurri e un pastore dagli occhi verdi, costretti a separarsi per volere del re. La scienza ci dice che è solo un gioco di riflessi del sole e della vegetazione, ma a noi piace credere alla poesia.
Esplorare la cresta del cratere a bordo di un buggy, scendere a toccare l’acqua pigra del lago e ammirare la solitaria e profonda Lagoa de Santiago, color blu zaffiro, è un’esperienza che resetta il sistema nervoso. Se il cielo lo permette, il Miradouro das Cumeeiras vi regalerà una vista memorabile, con le nuvole che si posano stanche sulle colline all’orizzonte e i cespugli di ortensie a incorniciare il quadro.
Sulla via del ritorno, merita una sosta la Piantagione di Ananas Augusto Arruda. L’ananas alle Azzorre si coltiva in serre di vetro fin dal XIX secolo. È un processo lungo, interamente biologico, che richiede quasi due anni per frutto. Curiosare tra le serre storiche e vedere i piccoli frutti spuntare è affascinante, anche se la delusione di arrivare a fine giornata e scoprire che l’ananas fresco è finito è difficile da superare. Consolatevi con un ottimo succo al bellissimo baretto in stile liberty che troverete all’interno della piantagione.
Per cena: Provate Rotas da Ilha Verde a Ponta Delgada, un minuscolo ristorantino vegetariano gestito da una signora dolcissima che vi parlerà in portoghese con tanta convinzione che vi sembrerà di capirla.
Giorno 5: Il cuore caldo di Furnas e i panorami del Sud
A volte i viaggi cambiano ritmo a causa degli imprevisti: oggi il mare troppo mosso ha fatto saltare il giro in barca all’iconico isolotto di Vila Franca do Campo. Ma São Miguel sa sempre come farsi perdonare. Basta salire al belvedere di Nossa Senhora da Paz, con la sua scalinata a zig-zag di 100 gradini decorata in azulejos che riproduce il rosario, per guardare l’isolotto dall’alto, immersi nel silenzio e nelle immancabili ortensie.
Da lì, la strada porta a Furnas, e al suo celebre Parque Terra Nostra. Questo paradiso botanico è un dedalo di sentieri tra piante esotiche e laghetti stile giapponese coperti di ninfee. Il suo cuore è la grande vasca termale di acqua ferrosa. Calda, densa, di un color marrone intenso: rimanerci in ammollo per ore è un’esperienza super rilassante. Mi raccomando, portate un costume vecchio, il ferro non perdona i tessuti!
Poco distante, la Lagoa de Furnas mostra il lato più ancestrale dell’isola: l’area delle fumarole, dove la terra ribolle ed esala vapori sulfurei. Qui i ristoranti interrano grandi pentole per cuocere il Cozido, uno stufato tipico cotto dal calore del vulcano. Se preferite evitare i sapori troppo forti, limitatevi a camminare sul sentiero che costeggia il lago, oppure andate ad aspettare la golden hour dal Miradouro do Pico do Ferro: quando il sole si abbassa, la luce morbida accarezza le colline verdi e le fa vibrare di magia. Sembra davvero di essere nel Paese delle favole.
Giorno 6: L’ultimo respiro dell’Ovest – Mosteiros, Ferraria e le spiagge nere
L’ultimo giorno a São Miguel è un concentrato di contrasti. A Mosteiros, le piscine naturali sono una tavolozza di acquerelli: pozze tranquille tra le rocce laviche nere riempite dall’oceano e dipinte con tutte le sfumature dell’ocra e dell’arancio. La spiaggia nera poco distante, abbracciata da una gigantesca scogliera verde, invita a camminare sul bagnasciuga guardando i due iconici isolotti che sfidano le onde da tutta la vita.
A poca distanza si trova Ponta da Ferraria, famosa in tutto il mondo per la sua piscina termale naturale oceanica. Qui, una sorgente calda vulcanica sotterranea sgorga direttamente nell’oceano aperto. Scendere tra i massi neri e aggrapparsi alle corde tese tra le rocce mentre le onde dell’Atlantico ti cullano e ti spostano è un’esperienza elettrizzante, da fare rigorosamente nei momenti di bassa marea.
Se preferite la terraferma, sulla costa nord visitate Ribeira Grande, elegantissima con il suo ponte monumentale a otto archi in pietra lavica e intonaco bianco, e la vicina Praia de Santa Bárbara. Una spiaggiona nera drammatica e bellissima, dove le onde si infrangono forti e le mute dei surfisti si asciugano al vento.
Passeggiare qui, con il profumo di pesce alla brace nell’aria e il vento sul viso, è il modo più onesto per dire addio a questo pezzo di terra in mezzo all’Atlantico.
Lungo i sentieri della costa, se sarete fortunati, vedrete spuntare anche qualche coniglietto selvatico dalla coda a pon-pon bianco, introdotti secoli fa dai coloni e ormai padroni indisturbati di questo paradiso verde.
SAO MIGUEL: L’ITINERARIO IN SINTESI – LINK E INFO UTILI PER ORGANIZZARE IL VOSTRO VIAGGIO
LA REGOLA D’ORO PER UN VIAGGIO ALLE AZZORRE: METEO BALLERINO E STRATEGIA FLESSIBILE
Se c’è una cosa che ho capito di São Miguel, è che abbiamo un carattere simile: instabili, incoerenti, legati all’umore del vento e del sole. Non chiedeteci in anticipo come sarà la giornata; dipende da come ci svegliamo, da quali nubi decidono di fermarsi sui nostri pensieri o sulle nostre colline.
Alle Azzorre il meteo è totalmente imprevedibile e cambia repentinamente nel giro di poche ore o di pochi chilometri. Anche se nei mesi di giugno e luglio è statisticamente più clemente, è del tutto normale trovare un sole splendente sulla costa e una nebbia fitta, spettrale e impenetrabile sui belvedere in alto (come è successo a me al Miradouro da Grota do Inferno, dove un muro bianco ha inghiottito ogni panorama, n.d.r. ).
Per questo motivo, è fondamentale non seguire l’itinerario come una tabella di marcia fissa. Dividere l’isola in zone principali vi permetterà di muovervi con intelligenza: ogni mattina, guardate il cielo e decidete dove andare. Per farlo in modo scientifico, scaricate l’applicazione SpotAzores, che gestisce le webcam in tempo reale su tutta l’isola (disponibile come app per iOS e Android). Prima di partire verso i punti più alti come Sete Cidades o Furnas, controllate la webcam: se la caldera è coperta di nebbia, cambiate rotta, spostatevi nella zona dell’isola dove c’è il sole e lasciate che sia il clima a decidere per voi.
Ecco come sono distribuiti i principali punti di interesse dell’isola:
CENTRO / COSTA NORD: Caldeira Velha, Ribeira Grande, Praia de Santa Bárbara
NORDETSE (Est): Ribeira dos Caldeiros, Farol do Arnel, Miradouro da Ponta do Sossego, Chà Gorreana
SETE CIDADES (Ovest): Miradouro da Vista do Rei, Lagoa de Santiago, Mosteiros, Ponta da Ferraria
FURNAS (Sud-Est): Vila Franca do Campo, Parco Terra Nostra, Fumarole e Miradouro do Pico do Ferro
Info e Link utili per le prenotazioni on line
Per ottimizzare i tempi ed evitare di trovare tutto esaurito, ricordatevi di prenotare in anticipo alcune delle esperienze principali.
BAGNI TERMALI: Potete acquistare i biglietti per un bagno termale sul sito ufficiale di Caldeira Velha e assicurarvi l’ingresso allo storico giardino botanico del Parco Terra Nostra.
ILHEU DE VILA FRANCA DO CAMPO: il celebre “anello vulcanico” al largo dell’isola di São Miguel, è una riserva naturale protetta. Proprio per tutelare il suo delicato ecosistema e la fauna marina, l’accesso a terra è rigidamente regolamentato.
Il traghetto ufficiale ha limiti di capienza e presenze: il numero massimo di visitatori giornalieri consentito è di 400 persone, inoltre non possono esserci più di 200 persone sull’isolotto nello stesso momento. Se si raggiunge il limite, i traghetti successivi attendono che qualcuno rientri prima di far sbarcare altri passeggeri. I biglietti per il traghetto vengono messi a disposizione con qualche giorno/settimana di anticipo e si possono acquistare anche online tramite la piattaforma ufficiale Clube Naval de Vila Franca do Campo. Vi consiglio di acquistarli appena possibile, specialmente per i mesi di luglio e agosto. I biglietti rimasti (o la quota riservata alla vendita diretta) vengono venduti il giorno stesso presso la biglietteria del molo di Marina di Vila Franca do Campo. In estate le file si formano all’alba e i posti si esauriscono in pochi minuti. Prezzo : Circa 10 € – 11,20 € A/R per i non residenti.
Attenzione: il traghetto opera solo durante la stagione estiva (indicativamente da giugno a ottobre). In alcuni periodi dell’anno la balneazione o lo sbarco a terra possono essere temporaneamente limitati dalle autorità locali per motivi di conservazione della fauna (nidificazione degli uccelli marini) o sicurezza.
Se non riuscite a trovare i biglietti per il traghetto, o se al momento della vostra visita lo sbarco non è consentito, la soluzione migliore è godersi la vista dell’isolotto dal mare. A mio parere, la migliore escursione prenotabile tramite la piattaforma GetYourGuide è il tour guidato del cratere in barca elettrica, durante il quale barche a basso impatto ambientale e con fondo di vetro lo circumnavigano a distanza ravvicinata e permettono di ammirare l’architettura del cratere vulcanico, le formazioni rocciose e le colonie di uccelli marini accompagnati da una guida biologa.
PONTA DA FERRARIA E LA BASSA MAREA: qui l’acqua termale vulcanica ad altissima temperatura sgorga direttamente dal fondo dell’oceano all’interno di una piscina naturale tra le rocce basaltiche. Per godervi al massimo l’esperienza, comprendere la dinamica della marea è fondamentale. Il momento perfetto per fare il bagno è tra 1 ora prima e 1 ora dopo il picco di bassa marea. In questa finestra temporale, il livello dell’oceano si abbassa e l’acqua calda della sorgente si mescola alla perfezione con l’acqua fredda del mare, creando una temperatura ideale tra i 28°C e i 35°C. Durante l’alta marea invece le onde dell’Atlantico invadono completamente la caletta: l’acqua diventa fredda e le onde possono essere anche molto forti e pericolose!
Consiglio pratico: Controlla sempre le tabelle delle maree di Ponta da Ferraria prima di andare (o semplicemente, chiedi info a Google!) e fai attenzione alle corde di sicurezza tese tra le rocce per aiutarti a gestire il moto ondoso!
RISTORANTI: Per pranzo o cena, se volete assaggiare il Cozido (il bollito cucinato sotto terra grazie al calore vulcanico), vi consiglio caldamente di prenotare con largo anticipo. Uno dei ristoranti più quotati è ristorante Tony’s a Furnas. Se invece siete a Ponta Delgada, vi consiglio assolutamente Ta Gente e Rotas da Ilha Verde. Per questi locali la richiesta è altissima: vi suggerisco di prenotare via WhatsApp utilizzando i numeri di telefono che trovate sui loro siti web o profili ufficiali, così da assicurarvi un posto senza problemi.
Infine, ricordate di custodire con cura ogni frammento di bellezza, anche quello nascosto dalla nebbia. Perché la natura qui è un’artista senza pari, e viuzze acciottolate, mareggiate e cieli ballerini faranno sempre parte del pacchetto!
“Non puoi dirigere il vento, ma puoi orientare le vele”
Lucio Anneo Seneca Tweet
ISPIRAZIONI DI VIAGGIO
- Musica: My Silver Lining (First Aid Kid) | Evoca pura libertà e scoperta, è la colonna sonora ideale per guidare tra i paesaggi selvaggi e le scogliere a picco sull'oceano delle Azzorre.
- Libro: "Le isole sconosciute" di Raul Brandão | Nel 1926 Brandão compì un viaggio nell'arcipelago e lo descrisse con una prosa lirica, quasi impressionista. È un libro capace di farti viaggiare nel tempo, tra la nebbia e la luce dell'Atlantico.
- Colore: Il Blu Ortensia | è quel tono pastello, vibrante eppure delicato, che sfuma nel lilla e nel viola. Colora i bordi delle strade, contrasta con il nero della pietra lavica e, insieme al verde, rimarrà impresso nei tuoi occhi molto tempo dopo aver chiuso la valigia di questo viaggio
- Sapore: Queijadas da Vila | dolcetti tipici di Vila Franca do Campo. Custodite in un guscio di sfoglia sottilissima, racchiudono un ripieno denso a base di formaggio fresco, latte, uova e zucchero, spolverato alla fine con zucchero a velo. Sono perfetti da gustare con un caffè guardando l'isolotto in lontananza.
